Il sistema operativo utilizzato dal 90% degli utenti di PC (desktop e portatili) è Microsoft Windows; questa realtà costituisce un dato di fatto che tuttavia non ha giustificazioni logiche.
Rispetto al sistema del Mac (9% del mercato) o a Linux (1%), Windows è più macchinoso; richiede maggiori risorse dall'hardware (processore e memoria), più costose e inquinanti. È più lento ad avviarsi e a eseguire i programmi. È oggettivamente più instabile degli altri sistemi.
Per come è stato pensato e scritto è esposto a ogni sorta di virus, tanto da richiedere più aggiornamenti di sicurezza a settimana, che devono tappare gli infiniti buchi che lo caratterizzano (patch Tuesdays). Sforzo inutile, perchè l'essere facilmente aggredibile è nel suo DNA e quindi un utente di Windows sarà perennemente esposto a rischi.
È un sistema chiuso, che non aderisce a quasi nessuno standard internazionale.
Le sue logiche di evoluzione (cioè i miglioramenti) non sono concepite in funzione dell'interesse della comunità degli utenti ma dell'interesse della Microsoft. In questo è uguale al sistema del Mac.
A differenza di Linux, è un sistema a pagamento. Sono a pagamento anche gli strumenti (Office, Outlook) che la maggior parte degli utenti utilizza, anche quando esisterebbero scelte alternative.
In sintesi: è un ambiente peggiore sotto ogni punto di vista.
Viene da chiedersi: come mai è ancora tanto utilizzato? Come mai un sistema come Linux stenta ancora a decollare, quando invece è gratuito, aperto, standard, in continua evoluzione, per cui sono disponibili diverse distribuzioni (che danno all'utente la libertà di scegliere la migliore secondo le proprie esigenze), alla cui evoluzione contribuiscono decine di migliaia di soggetti in tutto il mondo, non legati a logiche di profitto, ed è in grado di svolgere meglio le stesse operazioni di Windows?
La colpa di questa situazione non è del consumatore finale, che utilizza lo strumento che gli viene dato. La colpa è dei responsabili IT della pubblica amministrazione, della Scuola e delle Aziende, soprattutto delle più grandi, i quali sono, come minimo, dei pavidi o degli ignoranti, quando non peggio: per non esporsi a critiche o per non innovare il proprio know-how, preferiscono far spendere alle proprie Aziende milioni di euro in licenze Microsoft, del tutto superflue vista la equivalenza funzionale delle molteplici soluzioni basate su software aperto (Linux, appunto).
Ogni informatico onesto dovrebbe cercare di cambiare questa situazione, proporzionalmente al proprio ruolo e alle possibilità che ha di incidere nei processi decisionali.
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...l'altra risposta e'che, anche Windows è gratis.
RispondiEliminaStefano C.