domenica 19 agosto 2012

Cento anni di Elsa Morante

Nella casa che mio nonno costruì sull'Aventino, dove mia madre è nata nel '32 e prima di lei i suoi quattro fratelli e sorelle, e dove ho vissuto fino ai quindici anni, c'era una vecchia libreria. Da li occhieggiava, non ricordo comprato da chi, "La Storia".

E' curioso che abbia scelto, afferrato e cominciato a leggere quel grosso tomo, senza spaventarmi della dimensione, io perito tecnico industriale. Ma forse no, perché anche nelle scuole tecniche ogni tanto - raramente - capitano professori che ti fanno amare i classici. Come la prof. Frasca, vecchissima già nel '77, che ci spiegava tutte le sfumature dei Promessi Sposi, per poi chiedercele a rotta di collo alle interrogazioni.

Dopo aver letto di Useppe, di Ida e di Nino credo che la mia vita non sia più stata la stessa. Grazie Elsa: credo di dovere a te la mia passione per i viaggi storici, nei luoghi dei grandi eventi dell'uomo, alla ricerca del filo rosso che lega tutte le nostre tragedie, le une alle altre.

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